Pranzo di Natale e cenone di Capo d’anno: eccessi alimentari da espiare con diete e digiuni? | Innbiotec Pharma

Pranzo di Natale e cenone di Capo d’anno: eccessi alimentari da espiare con diete e digiuni?

È di nuovo quel momento dell’anno, il natale. Quest’anno tra decreti, blocchi e nuove regole per garantire la sicurezza e la salute delle persone non si potranno fare raggruppamenti per i classici pranzi di natale e cenoni del capodanno. Nonostante ciò, le feste sono le feste, e siamo sicuri che qualcuno farà comunque eccessi alimentari… Quindi oggi parliamo delle nostre abitudini a tavola, di cosa questo vuol dire a livello alimentare e di come possiamo fare strappi alla regola. 

 

Le abitudini a tavola

Le abitudini alimentari di un individuo o di una comunità possono essere dettate da gusti personali, da ragioni etiche o di altra natura. Le abitudini e le scelte alimentari svolgono un ruolo decisivo nella qualità della vita, nella salute e nella longevità; sono, inoltre, peculiari di ciascuna cultura umana e svolgono un ruolo rilevante nella religione.

Una volta acquisiti, i costumi alimentari sono difficili da modificare. Numerose  cause, quali i vincoli abbuffataeconomici, l’organizzazione  sociale e del lavoro, l’educazione familiare, e scolastica, le influenze dei mass-media e i condizionamenti commerciali tendono a stabilizzare gli stili dietetici negli individui e nelle comunità, indipendentemente dal loro valore nutrizionale e della loro efficacia preventiva nei confronti alle patologie. I condizionamenti socioculturali sono, inoltre, fortemente condizionati dai valori etici o religiosi della comunità di appartenenza; essi costituiscono uno dei meccanismi più efficaci per lo sviluppo del senso di identità e di appartenenza individuale alla propria comunità.  

I pranzi conviviali

È questa la base, crediamo, anche del costume radicato nelle tradizioni alimentari dei popoli di cucinare e consumare determinate pietanze nelle occasioni conviviali durante le varie festività, sia civili che laiche, ricorrenti di anno in anno. Così, periodicamente si assiste in moltissime famiglie al rito del “cenone di capodanno”, o al “pranzo di Natale e di Pasqua” o, più comunemente, al pranzo della domenica. Spesso in queste occasioni si eccede, consumando una quantità eccessiva di alimenti, facendo leva sulla giustificazione consolatoria della “festa” e del carattere di eccezionalità ad essa legato. Cionondimeno, nei giorni successivi si insinua spesso nella mente un vago senso di colpa che induce a compensare, mediante diete più o meno “ferree”, gli eccessi dell’abbuffata festiva. 


Uno strappo alla regola 

Fatta questa premessa, possiamo allora tentare di dar conto di due concetti con importanti implicazioni pratiche. Il primo riguarda la sostanziale innocuità, dal punto di vista salutistico, degli “strappi alla regola” e dei peccati di gola commessi in occasione delle abbuffate a tavola, natalizie altro che siano.

Naturalmente, sempre che siano “strappi, eccezioni, trasgressioni” ad una regola di buono e corretto stile alimentare da applicare nel resto dell’anno. Ciò che importa, infatti, quanto alle conseguenze sugli equilibri metabolici e fisiologici del nostro organismo, e anche sul peso corporeo, non è la quantità di calorie assunte in un dato giorno, ne la qualità di queste calorie (cioè, da quali principi alimentari – proteine, lipidi o glicidi - derivino), ma la quantità e la qualità dell’energia introdotta in tempi medio lunghi, ovvero nel corso delle settimane e dei mesi. 

L’altro principio, spesso ignorato e che talvolta non ha riscontro negli schemi dietetici proposti anche a livello professionale, recita che ai fini del nostro equilibrio e del mantenimento del nostro stato di salute non sono importanti tanto gli alimenti, quanto i nutrienti.

Occorre infatti considerare che il nostro organismo ottiene l’energia e le sostanze di cui necessita per espletare le numerose funzioni vitali sotto forma di nutrienti, non di alimenti poiché il canale alimentare appartiene, dal punto di vista anatomico, all’ambiente esterno e ciò che ricevono i nostri organi e tessuti sono le sostanze prodotte dalla digestione degli alimenti, ovvero i nutrienti (aminoacidi, lipidi, glicidi, sali minerali e vitamine).  Questi, con rare eccezioni, hanno natura e proprietà indipendenti dalla fonte alimentare e i soli parametri che li caratterizzano, dal punto di vista de i nostri fabbisogni metabolici, sono la quantità e la frequenza con cui l’organismo li ottiene.
È perciò da considerare antiscientifica e priva di fondamento pratico qualsiasi prescrizione dietetica che escluda in assoluto determinati alimenti, anche in relazione a determinati stati patologici, o che esalti le proprietà benefiche di altri cibi (l’eccezione è rappresentata da eventuali apporti di particolari sostanze nutraceutiche).

Ciò che deve assicurare qualsiasi regime dietetico è un apporto adeguato di ciascun nutriente, in particolare di quelli essenziali, in riferimento alle specifiche condizioni fisio-patologiche del o dei soggetti cui è destinato. In sintesi, semplificando, non esistono alimenti “buoni” o “cattivi” (escludendo naturalmente specifiche allergie o intolleranze): ciò che importa è  il livello quantitativo di ciascun nutriente. 


Oltre le Feste

Il tema dei pranzi conviviali durante le festività ci offre allora l’occasione per ricordare che la “dieta mediterranea”, purtroppo in fase di declino nel nostro Paese, è tutt’ora uno degli stili alimentari più salubri riconosciuti dalla comunità medico-scientifica internazionale. Sicuramente una maggiore diffusione della consapevolezza dell’importanza di adottare  pratiche e stili alimentari corretti a seguito del potenziamento della educazione alimentare nei programmi didattici scolatici, di campagne pubbliche di sensibilizzazione e informazione, di interventi normativi di disincentivazione dei comportamenti non etici nella promozione commerciale, potrà contribuire a favorire l’affermarsi di abitudini alimentari più salutari, in coerenza con le attuali conoscenze della scienza della nutrizione umana. 

dieta mediterranea

Per concludere, concediamoci pure qualche eccesso durante le Feste ma cerchiamo di mettere in pratica, nel resto dell’anno, le raccomandazioni delle migliori scuole di nutrizione umana. Una di queste si può riassumere con una massima, che recita:

«Petit déjeuner comme un roi, déjeuner comme un prince et diner comme un pauvre» 

(Colazione da re, pranzo da principe, cena da mendicante),  motto anonimo francese, di probabile origine cinese.

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