La verità sull'acido ialuronico: verità o leggenda? | Innbiotec Pharma

La verità sull'acido ialuronico: verità o leggenda?

Spesso il mercato, specialmente nei settori alimentare e della cosmesi, viene alimentato da credenze e miti molto diffusi, spesso generati e propagandati ad arte per meri fini commerciali. Queste situazioni generano, nella maggior parte dei consumatori non provvisti di conoscenze specialistiche, disorientamento e inducono ad acquisti di prodotti che, se non producono effetti contrari a quelli desiderati, spesso risultano del tutto inefficaci (tranne, naturalmente, che per le casse dei venditori dei prodotti stessi…). 

Anche nel caso dell’acido ialuronico, mito e verità convivono beatamente nei media, spesso in perfetta contiguità, generando confusione e, spesso, illusione. Proviamo allora a chiarire alcuni aspetti teorici e pratici di questa molecola così ricorrente nei messaggi pubblicitari di questi ultimi anni.

Cosa è l'acido ialuronico e come è stato scoperto

Iniziamo col dire che si tratta di un componente della matrice extracellulare dei tessuti (in particolare della cute e della cartilagine), sintetizzato da speciali cellule dette fibroblasti insieme a collagene, elastina e altri costituenti. Si tratta di un polimero di due monosaccaridi (l'acido glucuronico e N-acetilglucosamina) appartenente alla famiglia dei glicosaminoglicani.  

Fu scoperto nel 1934 quando i biochimici Karl Meyer e John Palmer isolarono per la prima volta la molecola, nell'umor vitreo bovino nei laboratori della Columbia University. I due ricercatori battezzano la sostanza hyaluronic acid, dall'unione delle parole yalódis (che in greco significa vitreo) e uronic (acid).

Nel derma e nel tessuto connettivo questo polimero è implicato nel mantenimento del grado di idratazione, turgidità, viscosità e plasticità. L'acido ialuronico va a costituire, negli spazi intercellulari insieme agli altri costituenti della matrice, una impalcatura strutturale che permette al tessuto di mantenere il suo tono e, grazie alla sua notevole capacità di legare e trattenere l’acqua, garantisce il mantenimento dell'idratazione del tessuto.

La produzione di acido ialuronico tende a diminuire con l’avanzamento dell’età: con il passare degli anni il nostro organismo, e in particolare la cute, ne produce sempre meno. Questo processo, insieme ad un rallentamento nel ricambio del collagene, causa rilassamento cutaneo, comparsa di rughe e riduzione dell’idratazione della pelle. 

miti o fatti acido ialuronico

Alcuni miti e realtà sull'acido ialuronico

Viste la sua natura e le sue proprietà, analizziamo ora alcune delle sue vantate qualità che trovano solo parziale o nessuna rispondenza nei fatti.

Nei prodotti cosmetici l’acido ialuronico viene utilizzato in forma salificata (come sodio ialuronato) o idrolizzata per la sua capacità di formare sulla superficie della pelle una pellicola che impedisce la perdita dell’acqua trans-dermica. La pubblicità ne esalta le sue proprietà umettante (capacità di assorbire e conservare l'umidità), e idratante (capacità di aumentare il contenuto d’acqua della pelle). In realtà, questo messaggio pubblicitario è ingannevole: infatti se è indubbio che l'acido ialuronico sia altamente igroscopico, è altrettanto vero che, applicato sulla pelle, non garantisce l'effetto idratante desiderato perché non è in grado di raggiungere il derma, ovvero lo strato cutaneo profondo, attraverso l’epidermide. Quindi l'idratazione della cute prodotta dall'acido ialuronico applicato tramite i cosmetici è semplicemente superficiale


Inoltre, l’acido jaluronico: 

- NON è attivo metabolicamente
- NON è un antiossidante
- NON stimola il rinnovamento della pelle. Ha funzioni eminentemente strutturali, insieme al collagene e ad altre proteine fibrose, non partecipa al metabolismo energetico né agisce da stimolante metabolico. 
- NON è efficace a concentrazioni molo basse. In diversi prodotti cosmetici è contenuto in tracce, la sua presenza è strumentale a soli scopi pubblicitari.
- NON è efficace per incrementare l’idratazione cutanea anche se assunto come integratore alimentare, eventualmente insieme a collagene o altro, in quanto viene digerito nel canale alimentare ed i suoi costituenti metabolizzati. 
- NON penetra la pelle essendo di elevato peso molecolare. L’unica modalità per incrementare la sua concentrazione nella cute è l’infiltrazione o la micro-iniezione.

       

      Ci sono, però, applicazioni positive dell'acido ialuronico

      Il discorso assume tutt’altra valenza se si considera l’impiego dell’acido ialuronico nei cosiddetti filler, sia da solo che insieme al collagene o altri ingredienti. L’applicazione, in questi casi, avviene attraverso micro-iniezioni e viene effettuata in centri autorizzati di medicina estetica. 

      acido ialuronico rughe

      L’effetto di riempimento e di idratazione del derma, in questo caso, è immediato, anche se il risultato ha una durata che varia mediamente tra 3 e 6 mesi e che perciò richiede di praticare il trattamento con una certa frequenza. 

      Un’altra applicazione molto utile si ritrova nelle iniezioni e infiltrazioni di acido ialuronico per la cura delle articolazioni, soprattutto nei casi di artrosi avanzata. L'acido ialuronico, infatti, rappresenta un componente fondamentale del liquido sinoviale, il fluido presente a livello delle articolazioni responsabile della lubrificazione e protezione delle superfici articolari e dell’ammortizzamento degli stress meccanici tra i capi articolari. Con l’avanzare dell’età, o in seguito a traumi, la produzione di acido ialuronico si riduce e le estremità ossee collegate dalle articolazioni sono più soggette ad usura e la sua reintegrazione nella sinovia produce effetti benefici, sia pure non molto duraturi.


      Conclusione

      Quindi, per concludere, come per tutti i rimedi e le cure, naturali o di sintesi che siano, anche per l’acido ialuronico vale la raccomandazione - di buon senso - di ricorrervi solo nei casi di sicura utilità, o quantomeno quando i benefici prevalgono sugli svantaggi. Queste valutazioni non sono semplici da fare, ma certamente una attenta consultazione delle fonti sulla rete, selezionando accuratamente solo quelle accreditate e affidabili, può consentire di formare un’opinione utile ad operare scelte consapevoli e non troppo condizionate dal rumore cacofonico di fondo prodotto del marketing.

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